Lathé biosas bye bye

Non ho mai avuto una vita sociale tanto intensa. Predicavo da due decenni il lathé biosas, il vivere appartato, invece sono caduta anche io nella trappola della socializzazione tra noi umani. Non mi dispiace poi così tanto, anche se è da molto tempo che non mi dedico a quelle pratiche tipiche della vita da eremita urbano come catalogare gli orecchini,  prendere un libro dalla mensola sfogliarlo a caso e rimetterlo al suo posto e ripetere la procedura una dozzina di volte. Ho sempre amato andare alle mostre da sola, così da non avere la pressione di guardare un quadro abbastanza a lungo in modo di far buona impressione su chi mi accompagnava, ma l’ultima mostra con una mia amica si è rivelata fruttuosa. Oltre ad essere una fine conversatrice e ottima confidente è anche una studiosa di storia dell’arte e mi ha illuminata su punti per me davvero difficili da comprendere. Ho ceduto anche ai luoghi di incontro con altri della specie con feste, cene e pranzi e devo ammettere che se per un verso gli umani sono deludenti, dall’altro sono sorprendenti. Ma davvero mi sono resa conto delle persone meravigliose che circondano le mie giornate facendomi finalmente dimenticare di me medesima. Che noia essere sempre se stessi.

Deduco che dovrò rinunciare a quella patina che a me sembrava molto da romanziera e all’esterno era vista più o meno come un forma acuta di sociopatia. Anche se ogni tanto quei pomeriggi dell’infanzia passati a giocare a Barbie senza dover contrattare con altri le vicende da mettere in scena, mi mancano un po’…

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Il ritorno del Macaron

Alcuni macarons si disperano, altri mostrano la loro colorata indifferenza, i più ammuffiscono in attesa che io aggiorni questo blog, ennesimo relitto nel mare del web. Mi dispiace averlo abbandonato, aver lasciato  che si riempisse di ragnatele, ma la vita a volte prende pieghe inquietanti. Sono intenzionata a farlo resuscitare come l’ennesimo personaggio di Beautiful. Ancora non so bene come, probabilmente dovrei chiedere una consulenza a Ridge e alla prolifica Brooke. Per il momento credo sia necessario fare le pulizie di primavera anche nell’esistenza di questa blogger infedele ed incostante. I buoni propositi? Iniziare un corso di yoga con Carlotta, una delle più care amiche che ci siano, pronta a costruire una tela di salvataggio. Del resto sto apprezzando sempre di più le amicizie costruite nel tempo con amore e costanza, per questo sono determinata a migliorarmi e diventare una amica di cui poter essere fieri e da portare come una medaglia all’onore. Un proposito meno onorevole e meramente estetico è cercare ogni tanto di mangiare per blocchi di colori (pranzo arancione: risotto alla zucca e torta di carote, cena verde: pasta al pesto e verdure a gogo) ho letto che ha i suoi risvolti positivi e lo trovo deliziosamente artistico. Sta per tornare Mad Men, non è un proposito ma un dato di fatto. L’ultima serie era stata a mio parere bellissima (in particolare l’episodio “The Suitcase”) e non aspetto altro che Don Draper arrivi con i sui completi dal perfetto taglio sartoriale. Un nuovo e ultimo proposito per il momento è quello di cercare di essere più sintetica nei miei interventi. Il lungo periodare mi porterà prima o poi a sfinire più della rampa di scale del palazzo di A piedi nudi nel parco watch?v=tQu51lzqb5U (superfluo sottolineare la bellezza senza tempo di Robert Redford e il look da imitare di Jane Fonda). Non temere piccolo macaron, sono tornata, pronta a viziarti sempre più.

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il tempo degli esami

La vita scorre nell’indolenza più totale: quel tempo sospeso delegato alla preparazione degli esami. Quel tempo che si dovrebbe passare chini sui libri, chiusi in biblioteca. Sveglia puntata all’alba, un caffè e tanta forza di volontà. Ecco, io mi fermo al puntare la sveglia presto. Il problema è che mi rigiro dall’altra parte e lancio una occhiata di sbieco al cellulare che intima di svegliarmi e lo ammonisco carica di risentimento. Diciamo che studiare non è proprio la mia priorità. Ho addirittura fatto un cartellone con evidenziatori e riassunti per rendere il tutto un minimo invitante, ma niente da fare. In attesa che il senso del dovere bussi alla mia porta sono riuscita a vedere Pan am, definito da tutti un mad men up in the air e non ho potuto non apprezzare il cast al completo. Solo Christina Ricci è di addamsiana memoria per il resto quasi tutti volti freschi e nuovi. Mi sono sorpresa della meravigliosa insostenibile leggerezza di Tamara Drewe e ho programmato le prossime visite ai musei e i prossimi film da vedere per tentare di darmi un tono e sembrare attiva nell’ambiente culturale romano. Vorrei vivere in un villaggio inglese e sorseggiare thè (rigorosamente senza latte) e credere che gli esami siano una convenzione deprecabile…

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Lunedì caramelloso



Lunedì. Chissà per quali strani incroci astrali il lunedì va tutto storto. Non si è mai sentito di chi trova l’anima gemella di lunedì. Di chi riceve una promozione di lunedì. Di una meravigliosa giornata di vacanza di lunedì. Torni a casa sconsolata pensando che domani è martedì e che ieri eri troppo intenta a pensare al lunedì venturo per goderti la domenica. Allora ascoltiamo Ray Charles che canta You are so beautiful to me e rallegriamoci. Evidentemente esistono persone così. Evidentemente non sono tutti scorbutici che accusano di non aver rispettato la fila. Evidentemente non tutti guidano una macchina che passa non curante sulle pozzanghere inzuppandoti fino alla radice dei capelli. Evidentemente accade come nei film, in cui lui si alza, ruba il microfono al cantante di pianobar con il classico completo bianco ed inizia ad intonare un motivetto di Burt Bacharach non azzeccando nemmeno una nota. Perché qualcuno si baserà pure sulla propria esperienza quando scrive la sceneggiatura di qualche soffice e caramelloso film romantico. O no? Tanto di sicuro tutto ciò non accadrà di lunedì. Quindi smettiamo di delirare e dedichiamoci a Fiorello che almeno non ci abbandona al grande fratello.

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Il catalogo è arrivato!

 Vorrei vivere dentro il catalogo di Ikea. Chiamare i mobili per nome, riempire Billy di libri e dvd e avere come struttura letto Leirvik. Potermi accoccolare su Ektorp il divano e vivere nell’indolenza. Avere lunghi capelli biondi e mangiare tortine glassate sull’alzata a tre piani a 14,99 euro. Dimostrare poco più di vent’anni ed avere marmocchi che scorrazzano per la loro camera con le mani impiastricciate di tempera e minacciano di sporcare gli sgabelli di plastica color pastello, un must da anni. Ovviamente il coniuge sarà un modello che a differenza di Ugo Foscolo non avrà la fronte solcata. Ma che sbadata, è ora di impugnare Vallo e  annaffiare le piante nel rigoglioso giardino, i vasi Kalasa saranno riconoscenti. Così forse dopo ci sarà tempo per mangiare Bambi nel ristorante interno mentre i marmocchi vorranno per forza comprarsi i peluches, detti anche giocattoli morbidi, dagli occhi truci. E va bene. Meglio interrompere l’idillio. La prossima volta andiamo da Mondo Convenienza.

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Settembre è ufficialmente tra noi

 « I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;
l’acido macchia; i farmaci danno i crampi.
Le pistole sono illegali; i cappi cedono;
il gas fa schifo. Tanto vale vivere… »

Scomodo la divina Dorothy Parker per lanciare un messaggio un po’ più terra terra: Tanto vale accettare l’imperioso arrivo di Settembre. Ebbene si, la vecchia canaglia è arrivata e sappiamo già che con lei ricominceranno tante di quelle cose che ci fanno venire l’emicrania. Ci saranno di nuovo i lunedì mattina con sveglia a orari indecenti, la penna che scoppia dentro la borsa color panna che doveva essere l’investimento fashion dell’anno. Torneranno anche le gomitate dolorosissime all’ascensore quando usciamo di corsa e si impiglierà necessariamente la manica della maglietta nella maniglia. Ma vale davvero la pena disperarsi? Ecco le 10 belle cose che questo mese infausto porta con sé:
1) Le cartolerie si riempiono di strumenti adorabili e assolutamente inutili che ovviamente ci sembreranno indispensabili: gomme da cancellare profumate, quaderni con personaggi di cartoni che ci fanno prendere la vita meno sul serio ed ovviamente l’agenda che, auspichiamo, ci porti tante belle novità. Ma sopratutto quell’odore, l’inconfondibile odore di cartoleria: quel misto di legno delle matite intriso in una strabordante voglia di vivere.
2) L’aria frizzantina: quella di quando esci di casa presto, quella da assaporare in un attimo prima dell’arrivo di macchina con tubo di scappamento che ti affumica.
3) La speranza di un armadio migliore. Se agosto è il mese nel quale i giornali inseriscono inserti con le nuove collezioni autunno/inverno, settembre è il mese di agire. Indubbia è infatti la bellezza dei capi che ci permetteranno di trascorrere indenni il clima rigido che verrà.
4) Iscriversi. Prese dai propositi migliori, è ora di isriversi a tutto ciò che ci mette curiosità. Corsi di qualche ginnastica sperimentale, cucina etnica o scrittura creativa. Non è necessario concretizzare, raccogliere gli opuscoli è già un grande passo avanti. Lo sapevate che dentro il Chiostro del Bramante oltre ad allestire mostre tengono lezioni di yoga?
5) Inizia la stagione teatrale. Si, è proprio ora di abbandonare ogni remora e diventare una donna sofisticata che di mercoledì sera va a teatro.
6) Cominciano ad uscire i film migliori che sono pronti da prima dell’estate e fremono da mesi in qualche magazzino buio.
7) I giornalisti sono tornati definitivamente dalle vacanze e i giornali diventano più sostanziosi. September issue vi dice qualcosa?
8) C’è la Fashion Night Out organizzata da Vogue. Questo anno si terrà non solo a Milano ma anche a Roma. Certo mette un po’ di tristezza che a New York nei negozi trovi Sarah Jessica Parker e Donna Karan ad accoglierti mentre da noi, se sei fortunato, vedi qualche isolano pseudo famoso.
9) Arriva il momento giusto per un taglio di capelli rivoluzionario. Quante volte abbiamo bisogno della frangetta a luglio e veniamo dissuase? Ora non ci sono scuse. CAMBIARE.
10) La città si ripopola. Le pecore tornnano all’ovile. Un bene? Un male? Chissà magari settembre porterà nuovi incontri casuali e nuovi personaggi con cui fare sfoggio dei nostri nuovi capelli (vedi punto 9)!

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Sole, cuore, amore (TROPPO SOLE)

Oramai è ufficiale: Il caldo ha invaso la capitale.

Fa troppo caldo per condurre un’ esistenza fatta di doveri, esami, corse per i saldi: meglio chiudersi in una stanza con un condizionatore che ricrea l’ecosistema perfetto per pinguini e trichechi e fare incetta di film, bibite colme di cubetti di ghiaccio e una giusta dose di indolenza.

Il fondotinta ci scioglie la faccia, l’armadio si rifiuta di fornire il giusto armamentario per difenderci dal malefico solleone e i libri universitari si richiudono da soli nonostante la forza di volontà che spinge noi insani ad aprirli.

Cosa c’è di meglio quindi di qualche notizia totalmente inutile ma rinfrescante?

Notizia dissetante n.1 I Beckham hanno una nuova componente:                Harper Seven.    

Sospettiamo che per il momento la piccola sia ancora inconsapevole dei progetti futuri che la coinvolgeranno volente o nolente: come minimo mamma Victoria pretenderà che superi di gran lunga la fashion victim Suri Cruise, quattro anni e con la fascia di figlia di star dal gusto impeccabile (tanto da essere un po’ grottesca-> vedi le scarpe con il tacco che sfoggia dalla veneranda età di due anni!)                                                           La coppia barcollo-ma-non-mollo Beckham ha la sua quarta erede e noi non vediamo l’ora di scoprire la  marca di jeans della neonata.

Notizia dissetante n.2 Mario Testino è tra noi! Quindi lasciate perdere Woody Allen che vaga per lo Stivale con Penelope Cruz e il suo amato clarinetto ed andate alla Fondazione Memmo (ammesso che troviate qualche bravo ragazzo che vi faccia aria con una foglia di palma). 

Notizia dissetante n.3 Le librerie sono gremite di letture da ombrellone!

Qualche titolo che solletica la mia curiosità? Incontro d’estate di Truman Capote (presumo il giusto mix tra intelligenza e strass), La ragazza del Greenwich Village di Lorna Graham (non giudicatemi frivola ma il titolo e la copertina sono davvero invitanti) e per chi volesse riesumare qualche grande autore, direi Francis Scott Fitzgerald ma anche Franny e Zooey di J.D. Salinger.           

Probabilmente avete ancora caldo, probabilmente tra una riga e l’altra avete guardato la finestra speranzosi di trovare una meravigliosa pioggia estiva. Ma non temete, dove non arrivo io, arriva un the freddo e qualche programma scandalistico televisivo.

Ma vi prego prima di cedere a BIKINI e al suo lessico elaborato ripensate a Fitzgerald.

 

 

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Byronic is iconic?

 

Si… tutte sognamo l’uomo timido e sensibile che incide iniziali su un tronco e scrive leggiadre poesie.

Ma cerchiamo di spazzar via la nuvoletta che galleggia sopra la nostra testa e guardiamo la verità nuda e cruda, il nostro romanticismo da quattro soldi, i nostri romanzetti d’appendice nascosti dentro una scatola polverosa ci continuano ad indirizzare e sospirare languidamente verso di lui: il BYRONIC HERO. E tanti saluti ai tanto genitili e tanto onesti male version.

Tutto inizia con il quasi millenario Cecco Angiolieri:

 

 

 

S’i’ fosse fuoco, arderei ‘l mondo;

s’i’ fosse vento, lo tempestarei,

s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;

s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;

s’i’ fosse papa, allor serei giocondo,

che tutti cristiani imbrigarei;

s’i’ fosse ‘mperator, ben lo farei;

a tutti taglierei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei a mi’ padre;

s’i’ fosse vita, non starei con lui;

similmente faria da mi’ madre.

S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,

torrei le donne giovani e leggiadre:

le zoppe e vecchie lasserei altrui.

 

Per poi esplodere nel pre-romanticismo e romanticismo inglese… Lui: mantello lungo, fido destriero al seguito, grandi sopracciglia continuamente inarcate per il sospetto, quello sguardo sofferente, quella voce cavernosa, quell’atteggiamento indisponente e sopratutto il misterioso losco passato di cui non fa parola con nessuno. Perché ovviamente lui non ha nessuno… amici non ne vede da anni, i genitori hanno fatto una brutta fine o lo hanno diseredato e un quantità considerevole di fratelli cattivi tramano dietro le sue poderose spalle. Fitzwilliam, Heathcliff, Edward Rochester, chi più ne ha più ne metta. Cipiglio da nobile, avidi lettori, conversatori (una volta superata l’impasse del loro mutismo iniziale) incantevoli, hanno valori, ideali e sicuramente qualche segreto interessante che una volta scoperto verrà totalmente ridimensionato. E come non citare colui che ha dato il nome a questa tipologia di adorabili mascalzoni?  Il glorioso fumantino George Gordon Byron morto per la libertà che guidava il popolo greco. E dopo anni di calma piatta questo amato prototipo di uomo è tornato: vuoi in forma vampiresca (Cullen, Damon Salvatore e compagnia bella), vuoi con un camice bianco (House), vuoi con una camicia da spaccalegna (anche Luke di "Una mamma per amica" ha un suo tenebroso perché). Un fulmine squarcia il cielo, le campanule del giardino tremano, il cane che dormiva indolente vicino al camino crepitante si agita… Il nostro eroe sta arrivando. E con lui i suoi misteri da poète maudit.

 

 

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O mon blog!

 

 

 

In un blog che Barney Panofsky rinominerebbe Totally UNNECESSARY Productions non può mancare una riflessione sui nostri amati/odiati cugini d’Oltralpe e sulla Francia in generale.

 

Come negare infatti il fascino intellettuale, elitario e vagamente esistenzialista di Parigi e della sua suggestiva Senna? Quanti scrittori, registi, pittori ha salvato nei momenti di crisi? Rispettivamente : 1) E ora come concludo il romanzo? ma certo un pizzico di Champs Elysees, un pugno di Tour Eiffell, un cucchiaino di Caffè du Flore e il pasticcio è fatto. 2) Dove chiederà Il LUI alla LEI di sposarlo? ma certo! su un battello a Parigi! 3) Quale avanguardia del ’900 è più cool da seguire? Meglio fare un tour nell’Ile de France e scoprirlo!            

 

Cosa ha Parigi più delle nostre città italiane? Perché Monica Bellucci e Carla Bruni sono diventate icone da quando hanno messo un basco in testa e si sono spacciate per francesi? Perché Sorbonne si Roma3 no? Semplice! Perché l’amata-odiata-invidiata Francia condensa tutto nei sinuosi vicoli di Parigi, un cuore pulsante da cui si diramano cittadine che guardano a lei con riverenza e l’Italia, per la felicità di Bossi, è davvero divisa in tanti piccoli nuclei, tante piccole storie ed una Unità data da imbarazzi, casse di Stato che languono e regioni che stanno assieme giusto nelle scatole di Affari tuoi.

Non demoralizziamoci però… unendo tutti i pezzi del puzzle del tricolore possiamo ancora andar fieri dei magnifici borghi medievali disseminati lungo tutto lo stivale, di ragazzi che crescono nella speranza di cambiare qualcosa e di stilisti emergenti illuminati.

Chi però vorrebbe risvegliare la Parisienne assopita in ognuno di noi non deve far altro che seguire queste regole basilari.

 

 

 1) Ovviamente comprare La parigina di Ines de la Fressange. Se non altro per la copertina di simil cuoio che fa taaaanto chic.

2) Dedicarsi al cinema francese ma a piccole dosi…o per lo meno alternarlo con qualche

 

rassicurate commedia americana.

 

 3) Comprare il disco di Melanie Laurent con Damien Rice ( Si è quella di Bastardi senza gloria e No non si accontenta di fare l’attrice e di vestirsi per prima di DIOR-POST GALLIANO a Cannes).

   4) Tra un I love shopping e un altro, trovare un po’ di tempo per Sartre e Camus ( Proust se siete davvero colti da ispirazione trascendentale).

 5) MACARONS… sempre, di tutti i colori, a tutte le ore e con un the di Fauchon.

  6) Leggere Glamour France (anche se il rivelatore di tendenze migliori è Glamour UK)

7) Evitare di dire a una patita di look che il vostro smalto è un vernis di Chanel quando lo avete preso da kiko saltellando beate per il prezzo contenuto, la suddetta patita vi beccherà di sicuro in castagna conoscendo tutte le nuance. Meglio dire che è un colore scelto appositamente per voi da Shu Uemura… Risulterà più credibile.

 

 

8) Comprate una bisaccia di pelle. Le francesi andranno in sollucchero. Ovviamente vantarsi dicendo che proviene dal vostro pellettiere di fiducia di qualche strano paesino italiano dal nome esotico.

Solo 8… ve ne vengono in mente altre?

Presto novità sulle nuove e le mitiche muse francesi e i luoghi più affascinanti di Parigi!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una stanza tutta per sé

Molte volte dimentichiamo l’importanza dei luoghi nei quali viviamo, siamo abituati a lanciare sguardi carichi di disinteresse allo sfondo e l’automatismo della percezione aiuta solo a renderci alieni chiusi in enormi barattoli di vetro.

Quante volte corriamo da una parte all’altra senza nemmeno dare un piccolo cenno di saluto a quello che abbiamo intorno.

Quante volte non ci rendiamo conto dell’importanza di avere "una stanza tutta per sé".

Una stanza colma di noi, di frammenti della nostra vita, di abiti che sono stati passivi testimoni delle nostre terribili fasi punk-eighties-hippye ma che non riusciamo a buttare perché unico indizio che ci riporta a quello che eravamo.

Bigliettini strappati, penne mangiucchiate mentre ci trituravamo in uno studio matto e disperatissimo, libri che stiamo leggendo e libri che servono solo a tenere il tavolo in equilibrio.

Non ci rendiamo conto di quanto la stanza sia davvero una estensione di noi, tra poster nell’armadio di divi inconfessabili e locandine di vecchi film, tra tv rotte e salvadanai vuoti, tra foto del cuore e diari segreti che trasudano mistero e una giusta dose di vergogna.

E non importa se  sia solo nostra o condivisa con sorelle e fratelli davvero troppo ingombranti che servirebbero solo come parte del mobilio, non importa che sia la camera affittata da studenti fuorisede, non importa se ci sia un divano letto o un baldacchino, perché indipendentemente da qualsiasi dato oggettivo la nostra stanza racchiude noi e le nostre imponenti, maestose, a volte sussurrate, altre gridate SPERANZE.                        

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